E’ la migliore riproduzione della balestra gigante di Leonardo che esista. Precisa in ogni dettaglio. Senza la comprensione e la riproduzione di tutti i dettagli non ha alcun senso allestire una mostra e, per giunta, affermare che quelle che si espongono sono le macchine di Leonardo da Vinci. Perché è con la comprensione dei dettagli che si comprende il senso e il grado di efficacia della macchina nel suo complesso; è con i dettagli che si comprende la logica, la matematica, gli schemi mentali, la mente geniale di Leonardo. Solo i dettagli o le caratteristiche dei singoli componenti possono dire se, ad esempio, la balestra costruita da Leonardo è più geniale di quella di qualcun altro. Presentare in mostra una macchina senza la definizione dei dettagli e senza la spiegazione del ruolo nell’economia della macchina di ciascun componente è pura disonestà. Ho sempre cercato di essere corretto. Non dico di esserci riuscito sempre ma sono certo di averci provato sempre.
La balestra che ho costruito è in scala 1:2 rispetto alle misure che Leonardo non dichiara esplicitamente ma che sono facilmente ricavabili. Nei vari libri sulle macchine di Leonardo si leggono misure di ogni tipo o non si leggono affatto (sottintendendo così che la macchina è di pura fantasia). E’ incredibile come gli studiosi non riescano a capire che da Leonardo non può scaturire nulla che non sia un progetto e, quindi, qualcosa che non abbia numeri assolutamente ricavabili in qualche modo. Tornando alla balestra e ai suoi aspetti più concreti, un esempio di come è assolutamente indispensabile comprendere bene i dettagli (se si vuole avere anche solo una vaga idea della mente di Leonardo) è dato da un certo disegno del legno nella parte del “tronco” più prossima all’asse trasversale. Lì ci sono strane linee irregolari che potrebbero essere facilmente scambiate per linee ornamentali. In realtà quelle linee sono i confini di pezzi di legno di forma e dimensioni geometriche diverse. Il motivo è che il punto in cui si trovano è quello più critico per la struttura, perché è lì che si scarica la forza del colpo. Compreso perché il legno è disegnato in quel punto in quello “strano” modo, il ricercatore o lo studioso o il costruttore viene portato ad approfondire la questione di natura ingegneristica, e studia ad una ad una ogni forma geometrica, ogni dimensione, la collocazione di ciascun pezzo in un punto non casuale. Il bravo ricercatore approfondendo scoprirà che le forme geometriche, le dimensioni e le posizioni corrispondono a numeri, numeri che, a loro volta, vengono partoriti da un sapere superiore. Praticamente quei pezzetti di legno sono in grado di dirci tutto di Leonardo: il suo livello matematico e ingegneristico, il livello della sua logica e della sua intelligenza, la ripetitività degli schemi che adotta e quanto egli sia schiavo di questi e quanto sia, pertanto, prevedibile, ecc. ecc. . Purtroppo però siamo lontani anni luce da tutto questo.
Forse ora si comprenderà un po’ meglio quando dico che la balestra gigante che ho riprodotto è veramente unica.